Nel procedimento penale il Pubblico Ministero svolge la funzione di parte pubblica, rappresentando l'interesse generale dello Stato e, ai sensi dell'art. 112 della Costituzione, ha l'obbligo di esercitare l'azione penale.
il certificato di chiusa inchiesta è un certificato formale, rilasciato dalla Procura della Repubblica o dall'ufficio giudiziario competente, con il quale si attesta che le indagini relative a un determinato procedimento penale sono state completate.
il certificato può essere richiesto per varie ragioni:
Il 9 agosto 2019 è entrata in vigore la legge n. 69 recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, che ha introdotto rilevanti modifiche al codice penale e al codice di rito, a fronte delle quali si è reso necessario un intervento sull’attribuzione della competenza per i nuovi reati, nonché sull’organizzazione dell’ufficio, al fine di assicurare la corretta applicazione delle nuove disposizioni, in particolare dell’art. 362, co. 1-ter c.p.p. che riguarda gli adempimenti urgenti che il P.M. dovrà svolgere entro tre giorni dalla iscrizione della notizia di reato per tutte le fattispecie indicate nella medesima disposizione.
La persona offesa dal reato, detta anche “vittima”, è la persona che è titolare del diritto che è violato dall’autore del reato, ad essa è attribuito il diritto di presentare, nei casi previsti dalla legge, la “querela”, atto con il quale chiede espressamente che l’autore del reato sia perseguito penalmente.
Per l’esercizio dei propri diritti e delle facoltà attribuite dalla legge, secondo l’art. 101 c.p.p., può nominare un difensore di fiducia con le seguenti modalità:
Il difensore ha la facoltà di svolgere le investigazioni difensive previste dagli artt. 391 bis e seguenti c.p.p. e, secondo l’art. 33 disp.att. c.p.p., “il domicilio della persona offesa dal reato che abbia nominato un difensore si intende eletto presso quest’ultimo”.
Per la presentazione di denunce, querele o esposti all'autorità giudiziaria è possibile rivolgersi:
ai Commissariati della Polizia di Stato;
alle Stazioni Carabinieri;
ai Comandi della Guardia di Finanza;
ai Comandi della Polizia Municipale;
all'ufficiale di Polizia Giudiziaria di Turno presso la Procura della Repubblica.
Si rammenta che le istanze, gli esposti e le comunicazioni in genere dirette a questa Procura, non possono essere ritenute ricevibili se trasmesse via e-mail, non garantendo tale strumento di comunicazione la piena, immediata e certa identificazione della fonte di provenienza.
La denuncia può essere presentata personalmente oppure a mezzo di un procuratore speciale, se è presentata per iscritto deve essere sottoscritta dallo stesso denunciante o da un suo procuratore speciale; in detta ipotesi la procura deve essere rilasciata per atto pubblico o scrittura privata autenticata, che deve indicare l’oggetto per cui è conferita ed i fatti cui si riferisce e che deve essere allegata alla denuncia.
Si informa che, per determinati reati espressamente previsti dalla legge, il procedimento potrà avere corso soltanto se vi è querela della persona offesa e cioè espressa richiesta di punizione dell’autore del fatto denunciato.
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Se sei stato citato come testimone, devi presentarti in udienza nel giorno, luogo e ora indicate. Non puoi rifiutarti di comparire, perché la testimonianza è obbligatoria. Dovrai prestare giuramento e dichiarare il vero. Se ti rifiuti di comparire o comparendo dichiari il falso, commetti un reato. Se hai un grave impedimento, telefona ai numeri indicati sull'avviso, e riceverai le informazioni necessarie.